Le controversie legate all'economia digitale hanno una caratteristica che le distingue da molte altre liti civili e commerciali: il tempo che passa costa di più. Un contratto SaaS bloccato, una fornitura tecnologica contestata, un accordo di licenza software in stallo — ogni mese di incertezza si traduce in perdite economiche reali per imprese e professionisti. Per questo il tema degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR) applicati al digitale è tornato al centro del dibattito tra gli operatori del settore.
Il 21 maggio, alle ore 15.00, l'Avv. Armando De Lucia — avvocato esperto in diritto dell'informatica, comunicazione e tecnologie — ha portato il proprio contributo al tavolo di confronto dei Partner del Sole 24 Ore dedicato ai contratti dell'economia digitale, affrontando insieme all'Avv. Giuseppe Corbo, mediatore professionista, il ruolo della mediazione nella gestione dei conflitti digitali.
Perché la mediazione conviene nei conflitti digitali
Rispetto alla via giudiziale, la mediazione consente di affrontare in tempi contenuti questioni che in tribunale richiederebbero anni. È un vantaggio che nel settore digitale pesa doppio: i modelli di business cambiano rapidamente, e una controversia irrisolta può erodere il posizionamento competitivo prima ancora che intervenga una sentenza. La mediazione offre inoltre un approccio più flessibile, orientato alla soluzione condivisa piuttosto che all'accertamento di torto e ragione.
La mediazione consente di affrontare in tempi contenuti questioni che, in sede giudiziale, potrebbero richiedere anni per essere definite.
Il ruolo degli ausiliari tecnici nella mediazione
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la possibilità, prevista dalla normativa, di integrare il procedimento con competenze tecniche specialistiche. L'art. 8 del D.Lgs. 28/2010 prevede infatti che, nelle controversie che richiedono competenze tecniche specifiche, l'organismo di mediazione possa nominare uno o più mediatori ausiliari. Questa possibilità, confermata anche dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022), consente al mediatore di essere affiancato da co-mediatori esperti già nella fase di gestione della controversia — senza dover ricorrere, come avviene invece nel processo civile ordinario, alla nomina separata di un consulente tecnico d'ufficio.
- Valutazione integrata — i profili legali, tecnologici ed economici della controversia vengono esaminati congiuntamente, non in sequenza.
- Tempi contenuti — le spese di mediazione restano fisse anche con la nomina di ausiliari, e la procedura non perde la sua rapidità.
- Specializzazione mirata — nelle materie digitali, dove il dato tecnico è spesso determinante per l'esito della lite, questo modello consente una gestione più accurata rispetto alla consulenza tecnica tradizionale.
In materia di contratti dell'economia digitale, la possibilità di affiancare al mediatore competenze tecnologiche specifiche può fare la differenza tra un accordo tempestivo e una controversia che si trascina, con costi crescenti per entrambe le parti.
Un settore in trasformazione, uno strumento da conoscere
Il confronto al tavolo dei Partner del Sole 24 Ore ha offerto l'occasione per una riflessione condivisa sui nuovi strumenti di gestione delle controversie nei contratti digitali. In un mercato che evolve più rapidamente delle aule di tribunale, conoscere e saper utilizzare la mediazione — con il supporto di professionisti competenti sia sul piano giuridico sia su quello tecnologico — è un elemento sempre più strategico per imprese e professionisti del settore.