Il 25 novembre 2025 l'avv. Armando De Lucia è intervenuto al tavolo di confronto organizzato dai Partner del Sole 24 Ore, portando il proprio contributo su un tema sempre più centrale per il mondo legale e imprenditoriale: il ruolo dell'avvocato d'affari nell'era digitale.
Un confronto che ha riunito alcuni tra i principali professionisti del settore per discutere di come la trasformazione digitale stia ridisegnando le competenze richieste a chi assiste le imprese, spingendo la consulenza legale ben oltre i confini tradizionali del diritto societario e contrattuale, verso nuove skill tra governance, gestione del rischio cyber e compliance integrata.
Perché l'avvocato d'affari deve reinventarsi
La digitalizzazione dei processi aziendali — cloud, intelligenza artificiale, automazione — ha trasformato il rischio informatico in una questione di governance, non più solo tecnica. L'avvocato d'affari è oggi chiamato ad affiancare l'impresa lungo tutto il suo percorso, dalla costituzione alle fasi più critiche come crisi d'impresa, contenzioso e data breach, con una prospettiva trasversale che coinvolge ogni dipartimento aziendale.
La sicurezza digitale non è più una questione tecnica delegabile all'IT: è una variabile strategica della governance d'impresa.
Le nuove competenze richieste
Dal confronto emerge con chiarezza un set di competenze che, sempre più, definiscono il profilo dell'avvocato d'affari contemporaneo:
- Gestione del rischio cyber — capacità di valutare l'entità di un data breach, supportare l'azienda nel ripristino e curare la documentazione necessaria alla difesa in giudizio.
- Compliance integrata — la compliance non è più un adempimento isolato, ma una componente strutturale della governance, in dialogo costante con Modelli Organizzativi 231 e Organismi di Vigilanza chiamati a competenze sempre più interdisciplinari.
- Alfabetizzazione tecnologica — comprensione di intelligenza artificiale, big data e blockchain per affiancare l'impresa già nella fase di progettazione di prodotti e servizi digitali.
Il quadro normativo che si va consolidando — dal GDPR alla NIS2, fino alla responsabilità amministrativa degli enti ex D.lgs. 231/2001 — richiede alle imprese di considerare il rischio informatico come parte integrante della propria strategia di governance, non come un tema riservato ai soli reparti tecnici.
Verso l'avvocato-stratega
Il contributo dell'avv. De Lucia al tavolo del Sole 24 Ore conferma come la professione forense in ambito impresa stia evolvendo verso un modello di "avvocato-stratega": una figura capace di dialogare con IT, compliance officer e vertici aziendali per trasformare il rischio digitale in un vantaggio competitivo, e non solo in un costo di adeguamento normativo.